Il mestiere del fotografo

A cosa serve una grande profondità di campo, se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?”. Questa citazione del grande fotografo documentarista statunitense Eugene Smith racconta bene l’essenza di quello che per noi significa essere fotografi. A definire questo mestiere non sono tanto o solo le attrezzature complesse, i filtri costosi e la tecnica acquisita nel corso degli anni, quel che conta sono piuttosto la sensibilità e la capacità di osservare e guardare attraverso, ma anche oltre, l’obiettivo. 

Il nostro interesse, come fotografi del Metodo Emotions, è quello di riuscire a catturare l’essenza di ciò che abbiamo davanti, cercando ogni volta, come se fosse la prima volta, di raccontare una storia con le nostre immagini. Perché crediamo sia importante che le storie e le emozioni che le accompagnano possano lasciare una traccia del nostro passaggio e perché siamo convinti che la fotografia possa aiutarci a “mantenere la memoria nel tempo, quando i nostri ricordi iniziano a perdersi nel tempo che passa”, come suggerisce Silvana Stremiz.

“Emozione” significa portare fuori ed è questo che ci proponiamo di fare ad ogni scatto: lasciare emergere la parte più viva e sincera di ciascun istante, mettere in contatto gli occhi con il cuore, far parlare il sentimento e la ragione.

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